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6 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:11
Non sono arrivate molte rassicurazioni dalla risposta del ministro della Salute, Orazio Schillaci, al Question time alla Camera di oggi. L’interrogazione di Davide Faraone, Italia Viva, chiedeva al ministro quali fossero le iniziative previste nell’immediato per colmare le gravi carenze di organico del Servizio sanitario nazionale, soprattutto in relazione alla scadenza dei contratti dei cosiddetti gettonisti. Ma dal ministro non sono arrivate risposte chiare. Schillaci ha difeso la sua misura – auspicata da più parti da chi difende la sanità pubblica – ma non ha chiarito come faranno i territori a sostituire nel breve termine il costosissimo tampone a cui molte strutture hanno fatto ricorso negli ultimi anni per continuare a garantire i servizi ai cittadini.
L’atteso blocco ai medici delle cooperative private è arrivato il 31 luglio scorso. Lo stop, oltre a intervenire su un’evidente stortura del sistema, comporta un risparmio per le casse dello Stato, ma senza la stampella dei gettonisti la sanità pubblica rischia di non stare più in piedi. Soprattutto d’estate, con l’aumento delle temperature, che peggiora i cronici problemi dei pronto soccorso. Ed è proprio su questi aspetti che si concentrava l’interrogazione di Faraone. Non su una critica alla misura, quanto sui dubbi che restano su come affrontare questo momento di transizione. Su quali alternative abbiano i reparti, soprattutto quelli nelle strutture più piccole e periferiche – che nei giorni scorsi hanno lanciato l’allarme -, per evitare il contraccolpo.








