«A me piace pulire la casa con l’aspirapolvere. Posso averne ancora quattro pezzi?». «Sì, dove devo portarli?». «Dove abito io».

Tutti sapevano che la piazza di spaccio era Bussoleno, un paesino di nemmeno seimila abitanti nelle montagne della Valsusa. Qui le dosi di cocaina, crack e hashish venivano passate di mano in mano dai pusher ai clienti alla luce del sole. Gli scambi avvenivano a pochi passi dal Comune, dalla chiesa, dalle scuole medie, in stazione e nelle fermate intermedie della tratta Torino-Bardonecchia.

E così la droga dalla Valle arrivava fino ai binari di Porta Nuova e Porta Susa. Nel linguaggio in codice, gli spacciatori davano appuntamento agli acquirenti torinesi «a Vittorio» (il corso su cui si affaccia la stazione) o in via Nizza, «al ristorante kebab all’angolo». Avvenuta la consegna, tornavano a casa. Pronti per ricominciare.

Operazione «crack village»: 500 cessioni

Ora la banda di pusher è stata sgominata dai carabinieri della Compagnia di Susa: i militari hanno denunciato cinque persone e ne hanno arrestate in flagranza altre dodici, ricostruendo 500 cessioni di droga.