La corsa allo spazio ha tante sfaccettature e una delle mete più importanti, in questo momento, è la Luna. Il nostro satellite è la prima «terra aliena» di conquista. Ma per costruire, per sostare, per fare ricerca è necessario avere energia. Cinque anni fa, un gruppo di nazioni con un realistico programma spaziale, tra cui l’Italia, hanno firmato i cosiddetti Accordi Artemis per stabilire i principi su come i paesi dovrebbero cooperare all’esplorazione della superficie lunare. Gli accordi includono le cosiddette zone di sicurezza da istituire attorno alle operazioni e alle risorse sulla Luna, una sorta di certificazione di proprietà privata. Né la Cina né la Russia hanno firmato gli accordi ma al contrario collaborano a un progetto indipendente, la Stazione Internazionale di Ricerca Lunare, che ha l’obiettivo di stabilire una base sulla Luna in tempi brevi. Anzi, lo scorso maggio hanno congiuntamente annunciato l'intenzione di costruire una centrale nucleare automatizzata sulla Luna addirittura entro la metà del 2030, il primo passo necessario per alimentare una base futura. Anche India e Giappone stanno anticipando i tempi delle loro attività sulla superficie lunare.
La Nasa vuole costruire un reattore nucleare sulla Luna entro il 2030
La conquista di «un posto in prima fila» sulla Luna passa dalla installazione di un reattore nucleare, presupposto per la successiva costruzione di una base. L'agenzia americana punta a battere sul tempo Cina e Russia










