TARZO (TREVISO) Il muso è rivolto verso Venezia, la criniera è composta da tralci delle viti di Glera, tutto il resto sono 3.000 pezzi di abeti schiantati dalla furia di Vaia. Eccolo qua in tutta la sua imponenza di felino in legno più grande al mondo, 7 metri per 12 sulla sponda del lago di Lago a Tarzo, l’esemplare alato che lo scultore cimbro Marco Martello ha realizzato per l’Associazione per il patrimonio delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Confida la presidente Marina Montedoro: «Dopo aver visto il drago di “Martalar”, è stato il governatore del Veneto a darci l’idea di commissionargli un leone di San Marco, emblema delle nostre radici. Ogni volta che facciamo qualcosa, c’è sempre il suo zampino...».
Chissà allora se ci sarà la sua zampata pure sulle Regionali: nella notte in cui veniva completato l’assemblaggio dell’installazione artistica, è scaduto il termine per le autocandidature da trasmettere alla sede della Liga Veneta, ma Luca Zaia non ha formalizzato alcunché. «Quella scadenza – puntualizza però lui – non è una pietra tombale: non è che chi ha presentato il modulo, si candida, mentre gli altri no. Il segretario Alberto Stefani ha detto che è una prima raccolta di disponibilità e poi si vedrà, per cui io sono a disposizione come al solito. Quale simbolo ci sarà? Il leone c’è sempre: ruggisce e ha gli artigli, come diceva il nostro Giancarlo Gentilini».







