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6 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 14:13

Il governo ha deciso di impugnare la legge della Regione Sicilia che prevede l’obbligo di assumere negli ospedali pubblici medici non obiettori di coscienza. La risoluzione è arrivata nel corso del consiglio dei ministri del 4 agosto. Per l’esecutivo, la norma introdotta dall’amministrazione siciliana lo scorso giugno “ha ecceduto dalle competenze statutarie, ponendosi in contrasto con la normativa statale, nonché i principi di uguaglianza, di diritto di obiezione di coscienza, di parità di accesso agli uffici pubblici e in tema di pubblico concorso”.

Plaudono da Fratelli d’Italia: “L’obiezione di coscienza rappresenta l’espressione più autentica della libertà personale, religiosa, morale e intellettuale. Per tale motivo apprendiamo favorevolmente l’impugnativa da parte del consiglio dei ministri”, dichiarano il senatore e capogruppo di FdI in commissione insularità Raoul Russo e Carolina Varchi, capogruppo dello stesso partito alla Camera in commissione giustizia. Esulta anche Pro Vita e Famiglia onlus, che “il 24 luglio, la Onlus aveva consegnato a Palazzo Chigi 20mila firme per chiedere il ricorso del governo contro la legge siciliana che favorisce l’assunzione di medici abortisti, nonostante i dati del ministero della Salute indichino che in Sicilia il personale non obiettore svolga in media poco più di un aborto a settimana”.