«Scaccia-malocchio», idioma ignoto persino all’Accademia della Crusca, è entrato quasi con la rapidità di un fulmine nel repertorio linguistico dei gallipolini, primi fra tutti i commercianti del borgo antico, i quali, con estrema irritazione, lo affibbiano agli sconosciuti personaggi giunti in massa da Napoli e dalla Campania sulle rive dello Ionio, muniti di corni e sale da cucina che spargono sui turisti domandando oboli da minimo 5 euro e promettendo franchigia dalla malasorte.