In Senato si materializza il campo largo delle opposizioni al Governo, tutte compatte contro il cosiddetto “ddl caccia”, il disegno di legge presentato dai senatori Malan (Fratelli d’Italia), Romeo (Lega), Gasparri (Forza Italia) e Salvitti (Civici d’Italia) che punta a modificare la legislazione in materia venatoria.
Il Movimento 5 Stelle ha depositato oltre mille emendamenti, Alleanza Verdi e Sinistra più di 500 e il Partito Democratico oltre 300. Il tentativo è quelli di bloccare quella che viene considerata dagli oppositori una “deregolamentazione venatoria senza precedenti”.
“Questo disegno di legge è un attacco al cuore del diritto ambientale italiano. Non è una riforma, è uno smantellamento studiato a tavolino per favorire le lobby venatorie, senza alcun rispetto per la Costituzione, per l’Europa e per la scienza”, dichiara Annamaria Procacci dell’Ufficio Fauna selvatica dell’Enpa ed ex parlamentare dei Verdi che contribuì alla stesura dell’attuale legge n.157/92. “La fauna selvatica non è un bene da sfruttare, ma un patrimonio prezioso da proteggere. Questo ddl tradisce l’articolo 9 della Costituzione e il principio europeo di tutela della biodiversità”.
L’iter per l’approvazione e i tempi






