«Attenzione, o pellegrino / A quest’urna non ti accosta... / Se si sveglia l’inquilino / Paghi subito un’imposta!» Questo epigramma dedicato a Quintino Sella, grande leader della destra storica, «reo» d’aver tentato di far pagare le tasse a troppi che non le avevano mai pagate o rivendicavano delle ragioni per non pagarle (chi rimpiangeva la Serenissima, chi il Papato, chi i Borbone...) la dice lunga sul rapporto degli italiani col fisco. Aggravato da chi negli anni ha accusato gli avversari di turno di voler «mettere le mani nelle tasche degli italiani». Va da sé che, con l’andazzo cavalcato non solo dalla destra contro la sinistra ma anche al contrario, non stupisce la riluttanza di ogni governo perfino a far pagare le multe.
Tasse, furbetti e lusinghe dei politici
La proposta del ministro Giorgetti di creare una nuova agenzia nazionale dedicata ad aiutare le città a recuperare le tasse e altre imposte arretrate. ma non è tutto oro ciò che luccica. Perché gli evasori sono continuamente solleticati da ripetuti, recidivi, criminogeni condoni e annunci di nuovi condoni






