La frattura tra Ademola Lookman e l'Atalanta continua.

Per il secondo giorno consecutivo, infatti, l'attaccante nigeriano non si è presentato al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia, saltando nuovamente la doppia seduta di allenamento.

Uno scontro che non accenna ad esaurirsi, in attesa di eventuali sviluppi della telenovela protagonista di questa sessione di calciomercato. Dopo il duro attacco via Instagram, Lookman non è intenzionato a fare passi indietro. E allo stesso modo il club bergamasco, dal canto suo, resta fermo sulla propria posizione, con una giornata di silenzio: dalla società oggi niente comunicati ufficiali per la nuova assenza del calciatore. Al momento, non si ha neanche contezza se allo stesso Lookman sia stata comminata una multa. Le posizioni delle parti quindi si sono cristallizzate. Lookman, che essendo in fase di recupero dallo stiramento al polpaccio potrebbe comunque presentarsi a orari diversi dai compagni, ritiene di aver ricevuto la promessa di poter essere ceduto ovunque lui volesse. Ieri, invece, l'amministratore delegato Luca Percassi ha approfondito ulteriormente la questione.

Secondo la società, l'accordo riguardava soltanto la promessa di lasciarlo andare in un top club europeo, con la necessaria premessa che il giocatore stesso non si sarebbe mai visto in Italia con una maglia diversa da quella dell'Atalanta. Rispetto al rifiuto dell'offerta da 20 milioni presentata dal Psg nell'agosto 2024, ora però la situazione è diversa, come ricordato dallo stesso Percassi. Perché s'è fatta avanti una sola aspirante e proprio dall'Italia, con la proposta dell'Inter rifiutata perché non ritenuta congrua. Il nigeriano la pensa ovviamente all'opposto. L'intenzione dell'Atalanta, che non ha fissato un prezzo limitandosi a ritenere insufficienti i 45 milioni complessivi messi sul piatto dai nerazzurri, è quella di cedere Lookman solo per una offerta che permetta di incassare la giusta valutazione del calciatore. Senza, al tempo stesso, rinforzare una potenziale diretta avversaria in Serie A. Intanto, però, la telenovela continua.