Dopo essere stato rilasciato dallo Stato italiano, Najim Osama Almasri, capo della milizia militare autonoma Rada, non è stato riaccolto con piacere in Libia. A causa di diversi scontri tra gruppi armati - che stanno portando conseguenze interne sulla stabilità della Libia - il presidente Abdul Dbeibeh ha ordinato lo smantellamento di quelli che ha definito gruppi armati irregolari, emettendo un ordine di comparizione ad Almasri che riguarda le accuse volte dalla Corte penale internazionale. La posizione mette in difficoltà il Governo italiano, che aveva consegnato (di fatto liberandolo) Almasri dopo essere stato arrestato a Torino. La vicenda ha visto indagati la premier Giorgia Meloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano, e i ministri dell’Interno e della Giustizia, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Ma è su quest’ultimo che la procura di Roma contesta l’omissione di atti d’ufficio.
Almasri, Tribunale autorizza visione atti a Bongiorno
Il Tribunale dei ministri ha autorizzato la legale Giulia Bongiorno a visionare gli atti dell’indagine sulla mancata consegna del comandante libico. L’organismo ha cosi accolto la richiesta della difesa dei 4 indagati: la premier Giorgia Meloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano, i ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Il Tribunale ha anche informato di aver formalizzato denuncia per la divulgazione di atti coperti da segreto, in seguito ad articoli di stampa. Atti che, ha precisato, sono «custoditi nella cancelleria della Corte d’assise all’interno di un armadio cassaforte, salvi i passaggi procedurali previsti dalle leggi costituzionali». Il Tribunale ha affermato anche che «nessun provvedimento conclusivo è stato ancora emesso» sull’indagine.









