"Voglio che gli arbitri della Serie C si guadagnino le partite.
Non saremo noi a regalargliele, se le devono prendere sul campo, con preparazione e coraggio": così Daniele Orsato, ex arbitro internazionale e oggi designatore della Can C, si è rivolto ai giovani fischietti in occasione del raduno di categoria a Cascia. "Io li alleno - ha spiegato - e se sbagliano è colpa mia. Perché significa che non li ho preparati abbastanza. Ma ho le spalle larghe, resisterò a ogni colpo".
Orsato ha parlato a lungo di emozioni e responsabilità, tornando anche sul momento in cui ha deciso di dire addio al campo. "Su un volo da Francoforte - ha ricordato - dissi a me stesso: oggi l'arbitro Orsato muore. Ora devo insegnare e aiutare gli altri ad arbitrare. Ma il primo posto nella mia graduatoria delle emozioni va al fatto che posso farlo con Carbone e Giallatini, miei fratelli anche fuori dal campo. Come ai tempi di Agnolin, ci basta uno sguardo".
Alla base del suo lavoro da designatore c'è un'idea precisa: "La prima slide che ho mostrato ai ragazzi parla chiaro: meritocrazia. Chi si comporta bene e arbitra bene farà le grandi partite. Chi no, non può nemmeno pensarci". Uno dei temi centrali è il nuovo Football video support, evoluzione sperimentale del Var che coinvolgerà anche gli allenatori. "Grazie al presidente Marani siamo in contatto diretto con Fifa e Pierluigi Collina - ha spiegato - Con noi c'è anche Massimiliano Irrati. Gli allenatori avranno la possibilità di segnalare all'arbitro episodi chiave attraverso un badge. Se la segnalazione è corretta, l'arbitro controllerà il monitor e potrà cambiare decisione. È una sfida, ma sarà un gioco di squadra".








