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Lunedì l’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro è stato messo agli arresti domiciliari. La misura è stata stabilita da Alexandre de Moraes, il giudice della Corte Suprema che guida tutti i casi più importanti e che recentemente è stato sanzionato dall’amministrazione Trump proprio come ritorsione politica per il processo a Bolsonaro. De Moraes ha motivato la decisione spiegando che Bolsonaro non stava rispettando le misure restrittive già imposte contro di lui nell’ambito del processo in cui è accusato di aver tentato un colpo di stato nel 2022, che includono il braccialetto elettronico e un divieto di usare i social network.

I legali dell’ex presidente hanno detto che faranno ricorso contro il provvedimento. Tra le altre cose gli vieta di utilizzare un cellulare o di ricevere visite al di fuori di quelle dei suoi avvocati o di persone autorizzate dal tribunale. De Moraes ha contestato a Bolsonaro di aver partecipato virtualmente a una protesta contro la Corte Suprema a Rio de Janeiro nonostante gli fosse stato proibito di usare i social, «direttamente o tramite terze parti», e di mantenere contatti con altri indagati, tra cui il figlio Eduardo.

Bolsonaro mostra il braccialetto elettronico durante un incontro in parlamento, a Brasilia il 21 luglio (AP Photo/Minervino Junior, CB/D.A Press)