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5 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 11:43
“Intraprendente, testarda” Riccardo Garofalo, maestro di beach volley, descrive così Simona Cinà – la pallavolista di 21 anni morta a Bagheria nella notte tra il 1 e il 2 agosto scorsi. Fondatore e direttore della Gala Sport Academy in una intervista a Repubblica ha spiegato che la ragazza era sana. Dopo diversi anni nella pallavolo agonistica, la ragazza era passata al beach. “Era parte dello staff, una persona essenziale”, la ricorda ancora Garofalo, “l’ho sempre ritenuta il mio braccio destro: era un’atleta determinata”. “Il mio rimpianto è non essere stato a quella festa con i miei ragazzi.”, racconta l’allenatore, che quel giorno non stava bene e aveva così rinunciato alla festa in piscina per la laurea di un altro atleta “eravamo come una famiglia”.
Su cosa sia successo quella sera stanno indagando gli inquirenti, ma Garofalo si dice sicuro della salute della giovane: “da iscritta alla Federazione pallavolo Simona era obbligata a presentare un certificato agonistico sul suo stato di salute. Era un’atleta sana.”, conferma, specificando che “Si allenava tre volte a settimana al campo e due in palestra a fare pesi”. “Non voglio parlare di quella sera, spetterà a chi di dovere dare verità e giustizia alla famiglia” ha aggiunto, concludendo con uno sguardo al futuro “farò realizzare un murale in suo onore, vicino al campetto di beach volley del Don Orione di Palermo.”, il campo dove fino a pochi giorni fa la ventenne seguiva la sua passione.











