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Massimo Recalcati, direttore scientifico e proprietario del marchio; nel riquadro, l’inaugurazione del Festival Kum! da parte dell’allora sindaco Matteo Ricci: era il 2024

Pesaro, 5 agosto 2025 – “Kum!”, Ancona lo scarica e Pesaro lo incorona: 270mila euro in due anni e una delibera lampo. Ma chi c’è dietro Molo ets, l’associazione culturale che da due anni lo organizza a Pesaro? Partiamo dall’inizio. C’era una volta il Festival Kum!, creatura psico-filosofica firmata Massimo Recalcati, che per anni ha trovato casa ad Ancona con tanto di incenso istituzionale. Lì, l’assessore Paolo Marasca, centrosinistra doc, lo considerava “uno dei progetti più belli d’Italia”. Poi però la giunta è cambiata: ciao centrosinistra, arriva il centrodestra. E puff! Il festival filosofico ad Ancona non è stato più considerato tanto figo. Ma Kum! non si rassegna. Rinasce altrove. Dove? A Pesaro, naturalmente. Dove l’aria è più amica (leggasi: la giunta è sempre di centrosinistra). E così, il 28 dicembre 2023, sotto l’albero di Natale, nasce l’associazione Molo ets. Fondatori? Proprio Marasca, con Monica Carestia (psicoanalista nonché moglie di Marasca), Sauro Romoli (libraio), Eleonora Bigelli (eventi) e Roberta Furlani (prof di filosofia). Un dream team. Appena nata, Molo ets incassa: nel 2024, anno di Pesaro Capitale Italiana della Cultura, il Comune approva un contributo di 150mila euro per l’ottava edizione del festival (delibera n. 38 del 12 marzo). Si va in scena ad aprile, con tanto di Recalcati e cornice prestigiosa. Poi arriva il bis. Il 10 giugno 2025, alle 18, la pagina Facebook di Kum! annuncia l’edizione 2025 a Pesaro. Titolo: “Cantieri | Salute. Avere cura”. Ma la proposta ufficiale dell’associazione arriva solo il 12 giugno. E appena cinque giorni dopo, il 17 giugno, la Giunta approva la delibera n. 148/25, stanziando altri 120mila euro. L’articolo 134 del Testo unico degli enti locali, richiamato nella delibera, stabilisce che per rendere immediatamente eseguibile un atto serve voto unanime e una motivazione esplicita. E la valutazione sull’urgenza, dettaglio non trascurabile, è fatta dagli stessi che deliberano. Come dire: urgente è ciò che decide chi ha fretta.