Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è a un passo dal dare il via libera alla totale invasione di Gaza. Secondo quanto riportato dai principali quotidiani del paese, Netanyahu avrebbe deciso di avviare una nuova operazione militare contro la Striscia di Gaza con l'obiettivo di occuparne interamente il territorio e annetterne alcune parti.Il primo ministro non ha fatto alcun un annuncio ufficiale, ma fonti del suo staff hanno parlato con i media israeliani, rivelando un piano che porterebbe al completamento dell'occupazione militare iniziata dieci mesi fa. Secondo il sito di informazione israeliano Ynet, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe acconsentito all'operazione, mentre Reuters riporta che il gabinetto di sicurezza dovrebbe riunirsi oggi per prendere la decisione finale. Il sostegno americano rappresenta un elemento cruciale per Netanyahu, che fino a questo momento aveva trovato resistenze sia a livello internazionale che domestico per i suoi piani più ambiziosi.Una strategia evolutiva: dalla tregua rotta ai piani di invasione totale di GazaI piani per l'occupazione completa di Gaza hanno seguito un'evoluzione tortuosa negli ultimi mesi. A marzo 2025, Israele aveva rotto il cessate il fuoco con Hamas dopo due mesi di tregua, riprendendo le operazioni militari su larga scala. A maggio, il gabinetto di sicurezza israeliano aveva approvato all'unanimità l'operazione "Carri di Gedeone", un piano per la conquista graduale dell'intera Striscia che prevedeva la mobilitazione di decine di migliaia di riservisti e lo sfollamento forzato della popolazione palestinese verso “aree sicure”, ovvero già controllate militarmente da Israele.Tuttavia, l'operazione annunciata in primavera non è mai stata completamente implementata, rimanendo in una fase di preparazione prolungata che ha creato tensioni crescenti all'interno dell'establishment israeliano. Già adesso, Israele occupa circa il 75% del territorio della Striscia di Gaza attraverso zone cuscinetto e corridoi militari che attraversano l'enclave palestinese, ma i nuovi piani di Netanyahu vanno oltre il controllo territoriale per arrivare all'annessione di parti del territorio. Se venisse implementata l'occupazione totale, le conseguenze per la popolazione civile palestinese sarebbero devastanti, poiché l'esercito israeliano dovrebbe avviare combattimenti in aree che finora sono state relativamente risparmiate e dove si è rifugiata la maggior parte dei 2,1 milioni di abitanti.Secondo un'analisi del Times of Israel, per il momento Israele non ha pronti sul campo né i soldati né i mezzi necessari per un'occupazione totale, e avrebbe bisogno di una nuova mobilitazione militare su larga scala che andrebbe ben oltre le forze attualmente dispiegate nella Striscia. L'operazione metterebbe in serio pericolo anche gli ostaggi israeliani, che rischiano di essere colpiti dai bombardamenti israeliani o di essere uccisi dai loro carcerieri durante gli scontri. Proprio per questo motivo, i capi dell'esercito e dell'intelligence israeliana sono da tempo favorevoli a concludere un cessate il fuoco che porti alla liberazione di tutti gli ostaggi e all'interruzione delle operazioni militari. Anche il capo di stato maggiore Eyal Zamir, notoriamente favorevole ad approcci duri, è ormai convinto che sia necessario un accordo diplomatico per risolvere la crisi.Opposizione interna e isolamento di Netanyahu nei vertici israelianiSecondo recenti sondaggi, ormai da mesi oltre il 70% della popolazione israeliana è favorevole a porre fine alla guerra con un accordo che preveda la liberazione degli ostaggi. L'eventuale espansione delle operazioni militari a Gaza arriverebbe nel momento di massima frustrazione ed esasperazione dall'inizio della campagna militare iniziata il 7 ottobre 2023. La mancanza di un chiaro obiettivo e dei modi per raggiungerlo, oltre alla consapevolezza sempre maggiore delle enormi sofferenze che la guerra sta infliggendo alla popolazione palestinese, stanno danneggiando Netanyahu e il suo governo di estrema destra.Secondo un articolo del New York Times, il primo ministro avrebbe avuto la possibilità di raggiungere un accordo con Hamas il mese scorso, ottenere la liberazione degli ostaggi rimasti nella Striscia di Gaza e rivendicare il risultato come un successo strategico per Israele nella regione. Tuttavia, a luglio Israele si è ritirato dai negoziati, alimentando ipotesi secondo cui Netanyahu starebbe utilizzando i piani di occupazione totale come leva negoziale.Negli ultimi giorni, Israele e Stati Uniti hanno dichiarato di non voler più trattare su cessate il fuoco temporanei, ma di puntare a una soluzione complessiva: chiedono la liberazione di tutti gli ostaggi e la resa completa di Hamas, una posizione che ha di fatto interrotto i colloqui mediati da Qatar, Egitto e Stati Uniti.
Netanyahu vuole l'occupazione totale di Gaza ma il piano divide Israele
Diversi media hanno dato notizia di un progetto di annettere parti della Striscia, ma mancano ancora l'approvazione del gabinetto di guerra e il sostegno degli Stati Uniti










