I biblici Mosè e Giuseppe sono vissuti sul serio, o comunque sono vissute persone dal cui nucleo storico sono nati questi personaggi biblici. La tesi è proposta dal ricercatore indipendente israeliano Michael-Shelomo Bar-Ron, un ex-rabbino ora diventato archeologo presso la Ariel University. E, ovviamente, ha generato un intenso dibattito nella comunità accademica internazionale. Il punto è che secondo la maggior parte degli archeologi non esistono evidenze dell’Esodo biblico. Ciò toglierebbe il presupposto a tutta una serie di altre ipotesi che sono state fatte nell’ultimo secolo e mezzo. Tanto per citare le due più clamorose: da quella di Sigmund Freud secondo cui gli ebrei cacciati dall’Egitto sarebbero stati i seguaci della riforma monoteista del faraone Akhenaton, perseguitati dopo il ritorno del politeismo; all’altra per cui sarebbe stato il contraccolpo di una colossale eruzione nell’isola greca di Santorini a provocare sia la fine della civiltà minoica – poi trasfigurata nel mito di Atlantide, sia le piaghe d’Egitto che il ritiro e ritorno delle acque del Mar Rosso – da cui il racconto dell’Esodo.
L’ALFABETO
Ma Michael S. Bar-Ron si è messo per otto anni a analizzare alcuni testi ritrovati nella penisola del Sinai, basati su quell’alfabeto proto-sinaitico che fece da ponte tra i geroglifici egiziani e gli alfabeti moderni. Punto di partenza, un antico sito minerario di turchese a Serabit el-Khadim, dove all’inizio del XX secolo erano state trovate alcune iscrizioni risalenti alla fine della XII dinastia egizia, durante il regno di Amenemhat III, regnante tra 1846 e 1801 a.C. Si tratta in effetti di sei secoli prima dell’epoca in cui la tradizione fa vivere il Mosè biblico. Ma in di queste iscrizioni si trova la frase semitica «Questo proviene da MŠ», che il ricercatore interpreta come un antico riferimento al nome Mosè (Moshe). Che secondo la Bibbia significherebbe “Nato dalle acque”, e effettivamente evoca la radice egizia per “Figlio”. Ramses era il figlio di Ra, il sole, e Thutmosi il figlio di Thot. «Se corretta, questa potrebbe essere la prima prova scritta di Mosè come individuo storico», ha detto Bar-Ron in un intervista.






