Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
5 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 8:13
Il quarto anniversario della stretta autoritaria voluta dal Presidente tunisino Kais Saied è stata segnato da proteste e dimostrazioni, relativamente contenute. A Tunisi centinaia di persone, come ricordato dal Al Jazeera, hanno chiesto la liberazione dei molti prigionieri politici, tra cui ci sono attivisti, giornalisti, avvocati ed esponenti dell’opposizione, rinchiusi nelle carceri del Paese per la violazione delle leggi anti-cospirazione ed anti-terrorismo. Il 25 luglio del 2021 Saied, eletto alle elezioni presidenziali svoltesi alcuni mesi prima, ha sciolto il Parlamento, costretto il primo ministro alle dimissioni ed iniziato a governare per decreto ponendo fine, di fatto, al primo esperimento democratico nato in seguito ai moti della Primavera Araba del 2011. La democrazia tunisina, criticata da alcuni per aver dato vita ad una fase di instabilità politica e di crisi economica, era comunque stata caratterizzata dal pluralismo politico e da un miglioramento nella tutela dei diritti umani rispetto alla lunga dittatura guidata dall’ex Capo di Stato Ben Alì.
La Tunisia ricopre una posizione strategica nello scacchiere mediterraneo e la svolta autoritaria di Saied ha, in un certo senso, semplificato il quadro politico nazionale ed anche l’interlocuzione con le grandi potenze regionali e mondiali. La Cina ha tratto vantaggio dalla situazione e, come altrove in Africa, ha potenziato le relazioni bilaterali con Tunisi siglando un accordo di partnership strategica nel maggio 2024 mentre la nazione nordafricana aveva già aderito, nel 2018, all’iniziativa commerciale della Nuova Via della Seta voluto da Pechino. Il commercio bilaterale ha registrato, malgrado le difficoltà legate alla distanza geografica, una crescita significativa nel 2023 mentre nel 2024 ha fatto segnare un +8 per cento rispetto all’anno precedente. Le aziende cinesi hanno investito in settori strategici dell’economia tunisina, come quello minerario, hanno fornito alle controparti locali prodotti di tecnologia avanzata. Pechino sfrutta l’intensificarsi delle relazioni commerciali ed economiche per rafforzare, in maniera progressiva ma decisa, la propria presenza nelle nazioni amiche a discapito di quella delle altre grandi potenze preferendo il peso dell’economia a quello dell’espansione tramite la forza.






