Come con le donne costrette a prostituirsi. Come con gli uomini costretti a mendicare. La «tratta». Un’organizzazione criminale e i suoi schiavi, sottoposti a controllo sistematico, diurno e notturno (perché i tossicodipendenti arrivano h24), che vengono accompagnati nel percorso migratorio, seguiti e assistiti nella logistica una volta a destinazione affinché il pacchetto sia completo, un alloggio, il cibo, vestiti, armi, soprattutto i prodotti da piazzare, e infine usati con un unico fine: fare soldi vendendo la merce, che qui è la droga. E allora: la «tratta dei pusher».
Parco delle Groane, la «tratta» dei pusher: gli schiavi ragazzini che arrivano dal Marocco per vendere la droga e che nessuno deve mai vedere
L'organizzazione criminale fa arrivare i giovani soprattutto dalla zona povera di Béni Mellal. Procura loro un alloggio, il cibo, vestiti, armi. È vietato andare in giro. Se mancano dosi o soldi scattano pestaggi e torture








