«Non è mai stato un “liberi tutti”». Il comitato delle Famiglie sospese, che riunisce i cittadini che hanno acquistato casa ma non riescono ad accedervi in quanto una parte di queste è sotto sequestro o sotto indagine, respinge le accuse ricevute: «Non siamo lo scudo dei costruttori, anzi, se hanno sbagliato è giusto che paghino», spiega il portavoce Filippo Borsellino.

Fin dalla sua nascita — in occasione del sequestro del cantiere delle Residenze Lac al Parco delle Cave — il Comitato è stato bersaglio di «ipotesi di collusione» con i costruttori. Ipotesi che sono tornate nei giorni scorsi al centro delle cronache: «È vero, abbiamo un obiettivo convergente: sbloccare i cantieri — spiega Borsellino —. Ma non siamo il loro scudo, anzi. Più volte siamo arrivati anche a denunciare i costruttori».