TEL AVIV - Edgar Keret si ferma, per la prima volta in tutta l’intervista sorride e si batte la mano sulla fronte. Come a dire sapevo che questo momento sarebbe arrivato. «Vuole che pronunci quella parola che inizia per G? Posso dire quel che vedo: che Israele sta distruggendo intere città, che sta spostando milioni di persone da una parte e dall’altra, che usa la fame come arma di guerra. Vedo che è disumano, orribile, inaccettabile. Ma questa smania di definire è frutto della cultura Instagram. Putin è come Hitler? No è diverso. Quel che succede a Gaza è genocidio? Non lo so. Finiamo questo massacro, liberiamo gli ostaggi e poi chiamiamo i migliori giuristi del pianeta per capire se quest’orrore rientra nella categoria del genocidio e allora lo urleremo ai quattro venti: genocidio. Ma prima, per favore, fermiamolo».