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4 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 17:27
“Al momento non ci possiamo fidare dei nostri interlocutori italiani“. Sono le parole dell’ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, in una lunga intervista al quotidiano Izvestia dove aggiunge che “due nuovi virus hanno penetrato le élite italiane al posto del Covid: la russofobia e l’ucrofilia, che acquisiscono forme particolarmente aggressive”.
Pochi giorni fa era stato convocato alla Farnesina, dopo la pubblicazione sul sito ministero degli Esteri di Mosca di una lista di “esempi di manifestazione di russofobia“, tra i quali compariva anche il nome del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi, dalle pagine del quotidiano russo, Paramonov attacca la leadership italiana che, a suo avviso, “rimane ermeticamente chiusa a contatti ufficiali con la parte russa a tutti i livelli” e i dirigenti italiani “non si stancano mai di ripetere parole come un mantra sulla lealtà alla Nato e sulla disponibilità a mettere in atto tutto ciò che viene da questa organizzazione aggressiva e distruttiva”. Ciò comprende anche l’aumento delle spese militari fino al 5% del Pil, che “per l’Italia significa una vera catastrofe economica“, aggiunge. “Le autorità – continua l’ambasciatore – non smettono di ripetere che questo deve essere fatto per essere pronti a respingere un’invasione russa“, ma “questa è una mera menzogna“.











