Si amplia il raggio d’azione del Piracy Shield, lo “scudo” italiano a difesa del copyright. Ma è davvero sufficiente per arginare un fenomeno il cui peso in termini economici è enorme e aumenta progressivamente? In ballo ogni anno ci sono 2 miliardi di euro che se ne vanno in fumo a danno delle aziende e sono oltre 10.000 posti i posti di lavoro persi, in particolare a discapito dei giovani. E per lo stato la partita vale una perdita in termini di Pil per oltre 900 milioni e un mancato introito per più di 400 milioni. Valori che risultano in costante crescita.Nei giorni scorsi il Piracy Shield, lo strumento Agcom nato per contrastare la pirateria online degli eventi sportivi è stato esteso anche a film, serie tv ed eventi musicali live. Ma nonostante i passi in avanti resta molto da fare: “Il Piracy Shield è pronto ad abbattere siti e applicazioni criminali che diffondono illegalmente film in sala, nuove serie tv e musica live”, commenta il commissario dell’Autorità Massimiliano Capitanio nell’evidenziare che con la decisione di Agcom “la piattaforma usata per contrastare la pirateria nello sport ora compie un ulteriore passo in avanti, come richiesto a larghissima maggioranza anche dal parlamento”.Ma Capitanio definisce la pirateria “un cancro” e sostiene che “queste misure sono utili, ma non sufficienti” nell’auspicare un maggior impegno delle istituzioni nel farsi promotrici di iniziative di comunicazione e informazione: “La pirateria è un reato gestito dalle mafie”, rincara la dose Capitanio nel ricordare che “gli utenti rischiano multe fino a 5000 euro”. Importo che potrebbe triplicarsi se passasse la proposta di legge Fratelli d’Italia-Lega che punta a inasprire la sanzione massima facendola lievitare a oltre 16.000 euro.Il ruolo della filieraStando ai dati emersi in occasione della relazione annuale dell'Agcom grazie al Piracy Shield sono stati bloccati 28.041 nomi a dominio (Fqdn) e 6104 indirizzi IP che diffondevano illecitamente eventi sportivi in diretta. “Proficua ed efficace”, così l'ha definita l'Autorità, la collaborazione con il Nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza.Plaude alle nuove misure Fapav, la Federazione per la tutela delle industrie dei contenuti audiovisivi e multimediali: “Si tratta di un traguardo importante nel contrasto al fenomeno della pirateria audiovisiva, posizionando il nostro paese tra le nazioni più innovative ed evolute a livello europeo in questo ambito”, sottolinea il presidente Federico Bagnoli Rossi nell’evidenziare “un aspetto decisamente rilevante, il richiamo alla responsabilità degli Isp. Per contrastare il fenomeno della pirateria occorre che ciascun soggetto della filiera, dalla produzione alla diffusione dei contenuti audiovisivi e multimediali, faccia la sua parte per tutelare il diritto d'autore e l'intero comparto che rappresenta”.“Dovremo attendere la pubblicazione delle modifiche al Regolamento per verificarne l’effettivo ambito di estensione delle misure nonché eventuali modifiche in merito alla platea destinataria degli obblighi, alla responsabilizzazione dei segnalatori, ai termini per eventuali reclami ed eventuali questioni ulteriori come rimborso dei costi per i prestatori di servizi, accessibilità delle segnalazioni e bilanciamento di interessi fra lotta alla pirateria e diritto alla libertà di espressione e di informazione”, sottolinea l’Associazione degli Internet provider Aiip. “Rimane prospetticamente la preoccupazione derivante da estensioni ad altre tipologie di contenuti di un sistema, il Piracy Shield, che indipendentemente dal livello di attenzione con il quale è gestito, rimane un sistema in cui nelle mani dei “segnalatori” è concentrato un potere enorme: un atto doloso o un errore possono potenzialmente comportare una generalizzata interruzione di servizi – totalmente estranei a qualsiasi violazione del diritto d’autore – per di più su scala nazionale”.A novembre il verdetto della Commissione UeLa Commissione europea con il supporto dell'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, ospitato dall'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale ("Osservatorio Euipo"), sta monitorando gli effetti della Raccomandazione del 2023 sulla lotta alla pirateria online di eventi sportivi e di altri eventi dal vivo. In particolare è effettuata una raccolta dati sulla base di una serie di indicatori chiave per creare una rete dedicata di autorità amministrative come forum di scambio di informazioni su misure, procedure e rimedi applicati per contrastare il fenomeno.Quattro le riunioni della Rete che hanno già permesso di raccogliere informazioni sulle misure adottate negli Stati membri, sul loro impatto ed efficacia, nonché sulle buone pratiche e sulle sfide affrontate nella lotta alla pirateria online. La Commissione ha anche pubblicato un invito a presentare contributi per raccogliere le opinioni delle parti interessate sugli effetti della raccomandazione e sulle sfide ancora da affrontare. E proprio sulla base delle informazioni raccolte la Commissione valuterà entro il mese di novembre se siano necessarie ulteriori misure a livello Ue.
Piracy Shield esteso a film, serie tv e musica, le regole Agcom non bastano
Il nuovo provvedimento dell'Autorità ha ampliato il perimetro d'azione delle norme antipirateria. Ma non è sufficiente ad arginrare un fenomeno che manda in fumo 2 miliardi di euro







