VENEZIA - Luca Zaia di fare il sindaco di Venezia oggi non ne vuole sentir parlare: «Si vota a maggio, mi concentro sul lavoro in Regione», dice il presidente del Veneto rilanciando la proposta di uno statuto speciale per la città, sulla scia di quanto sta avvenendo con il ddl costituzionale per Roma Capitale.

«Sono concentrato sul lavoro in Regione, che è tanto - dice Zaia al Corriere della sera respingendo una sua eventuale candidatura a sindaco di Venezia -. A Venezia si voterà a maggio, una partita distante».

Luca Zaia, poi, rilancia la proposta di uno statuto speciale per Venezia, sulla scia di quanto sta avvenendo con il ddl costituzionale per Roma Capitale. «La sua amministrazione oggi - dice Zaia all'Ansa - è imbrigliata da un sistema normativo pensato per città ordinarie. Venezia non è ordinaria. È tempo di riconoscerlo e agire di conseguenza. Quando parlo di 'Città-Stato', non sto rilanciando un'idea da libro di storia o una provocazione politica. Penso a una soluzione concreta, urgente, necessaria. Venezia ha bisogno di poteri speciali per sopravvivere e crescere».

«Serve governance dedicata, autonoma - sintetizza il presidente del Veneto - che possa affrontare problemi reali con strumenti reali. Prendiamo il turismo: ogni giorno arrivano migliaia di persone, spesso in poche ore, creando congestione, consumo del territorio, disagio per i residenti. Un'amministrazione con poteri speciali potrebbe regolare questi flussi in modo intelligente: con prenotazioni digitali obbligatorie, limiti flessibili sugli accessi. È un'operazione che oggi non si riesce a fare con gli strumenti attuali».