Il gigante dell’ultra fast fashion Shein è di nuovo nei guai. L’Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha inflitto una multa di 1 milione di euro a Infinite Styles Services Co. Ltd, la società che in Europa gestisce il sito di Shein. Motivo? L’uso di green claim, cioè messaggi ingannevoli, fuorvianti e omissivi legati alla sostenibilità dei capi e degli accesori di Shein. Insomma: l’ennesimo caso di greenwashing.

In particolare, l’Antitrust si è concentrato su alcuni contenuti pubblicati sul sito italiano e sugli altri canali online del brand che recitavano: “#SHEINTHEKNOW”, “evoluSHEIN” o parlavano vagamente di “Responsabilità sociale”, esagerando o mistificando la portata dell’impegno del colosso cinese per mitigare l’impatto delle sue attività sull’ambiente.

Un impatto che più e più volte è stato al centro di controversie e inchieste: diversi studi hanno segnalato la presenza di sostanze pericolose nei tessuti, hanno denunciato l’impatto ambientale nelle fabbriche e soprattutto le condizioni dei lavoratori, costretti a turni massacranti per star dietro alla mole di ordini internazionali.

In questo caso, l’Autorità si è concentrata sulla comunicazione del brand, popolare soprattutto tra gli adolescenti e tra i ragazzi della Generazione Z, e massicciamente presente su TikTok. Secondo l’Antitrust, le informazioni fornite in tema di sostenibilità sono fuorvianti e costruiscono un’immagine “consapevole” e “green” fuorviante o, peggio, del tutto infondata. I consumatori, specialmente i più giovani, non hanno quindi modo di valutare correttamente l’impatto ambientale di ciò che acquistano.