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Il Giubileo dei Giovani ci insegna che la speranza non è semplice attesa, ma un'energia concreta, operosa, collettiva, contagiosa
È difficile trovare parole che esprimano il significato di ciò che è accaduto in questi giorni a Roma: una moltitudine di giovani oltre un milione provenienti da 146 Paesi ha invaso con entusiasmo le piazze, le basiliche e le periferie della città. Un oceano di colori che risponde con il linguaggio dell'impegno e della speranza alle ferite di un mondo infiammato da guerre, tensioni economiche geopolitiche, crisi climatica, transizioni tecnologiche, ecologiche e demografiche epocali.
Questa partecipazione non è solo un evento religioso: è un fatto sociale di portata storica. In un tempo in cui si è abituati a parlare dei giovani in termini di fragilità, disillusione o disimpegno, vederli protagonisti, uniti e visibilmente felici è un segno potente, che va custodito e tradotto in impegno concreto.






