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Il presidente di Confindustria dice che non c'è tempo da perdere e invoca un maxi piano per le imprese. A quel tavolo decisionale, in nome del senso di responsabilità, dovrebbero sedere anche le banche
Di domani non c'è certezza, assicura il poeta. Piuttosto vero in generale e di certo lo è, in modo particolare, quando ci si confronta nel tempo ordinario con il mondo ondivago della finanza. E, probabilmente, nel caso di questo fondamentale settore, l'incertezza è dovuta sia alla sua natura e sia alle dinamiche che la contraddistinguono così dipendenti da scenari complessi inerenti alla politica, l'economia, la società civile. Tuttavia, quando emergono certezze che, in un modo o nell'altro toccano tutti, conviene evidenziarle. Ecco allora la buona notizia arrivata a noi proprio in questi giorni: il soddisfacente esito degli stress test per le banche italiane. Che, alla prova dei fatti, hanno mostrato di essere fra le più solide pur in un quadro di grave recessione del Vecchio continente. Per un Sistema Paese sostanzialmente a vocazione bancocentrica, rappresenta un risultato apprezzabile.






