Bel “capolavoro” da parte del dinamico duo Macron-Starmer: aver preannunciato il riconoscimento dello stato palestinese di fatto senza condizioni ha rifornito Hamas di nuove efficacissime munizioni propagandistiche. Delle quali i terroristi hanno immediatamente fatto uso.
E così la notizia delle ultime ventiquattr’ore è che Hamas rifiuta di disarmarsi, pretende il riconoscimento dell’entità statuale (senza alcuna garanzia di democrazia e di abbandono della violenza), e si guarda bene dal rilasciare gli ostaggi israeliani. Anzi, da ieri i terroristi collegano gli annunci pro Palestina che vengono da diverse capitali direttamente al pogrom del 7 ottobre, e rivendicano dunque il “successo” di quel massacro.
Di più: con cinismo sadico, la macchina mediatica di Hamas ha diffuso le immagini terrificanti di un ostaggio israeliano simile a uno scheletro (dopo 665 giorni di prigionia) e sinistramente costretto a scavarsi da solo una fossa. C’è perfino un tocco di divertimento diabolico nei terroristi: dopo aver indotto i media occidentali (mescolando vero, verosimile, falso e finto) a parlare di fame a proposito di Gaza (ovviamente per incolparne Gerusalemme), adesso Hamas si prende il lusso di mostrare un caso indiscutibilmente autentico di un prigioniero ridotto alla fame estrema.








