Matan Eshet riconosce Evyatar David solo da un’espressione. Per tutto il resto del video, non gli sembra lui. «Non lo sguardo, non il suono della voce, non le parole scelte». Per non parlare del viso, del corpo diventato solo scheletro. In questi 667 giorni di prigionia, dice, Hamas ha «spezzato mio cugino».