L'incoraggiamento a pensare in grande, il pensiero ai giovani che a causa delle guerre non hanno potuto essere presenti con un cenno particolare ai giovani di Gaza e dell'Ucraina. Papa Leone XIV, domenica mattina, ha celebrato nella spianata di Tor Vergata la messa conclusiva del Giubileo dei giovani alla presenza di oltre 1 milione di pellegrini. Il Pontefice, arrivato intorno alle 7.30, ha subito voluto salutare con un giro in papamobile le ragazze e i ragazzi presenti dopo la notte della grande veglia. Nel corso dell'omelia il Papa ha ricordato che "la fragilità" non è un tabù, ma fa parte "della meraviglia che siamo" richiamando tutti a non pensare ai beni terreni perché ciò che conta non è "ciò che accumuliamo" e neanche quello "che possediamo". È legata piuttosto a ciò "che con gioia sappiamo accogliere e condividere". La vita come dono, insomma. "Non inganniamo il nostro cuore, cercando di spegnerla con surrogati inefficaci - ha proseguito Prevost -. Ascoltiamola, piuttosto! Facciamone uno sgabello su cui salire per affacciarci, come bambini, in punta di piedi, alla finestra dell'incontro con Dio".