Russi e ucraini continuano a combattersi duramente, con raid incrociati oltre i rispettivi confini e battaglie sul campo, ma almeno i contatti tra le due parti proseguono.

Un nuovo round di colloqui a Istanbul è allo studio, ha fatto sapere Volodymyr Zelensky.

Anche se, ancora una volta, un'eventuale quarta tornata di negoziati con Mosca dovrebbe portare risultati concreti solo sul dossier prigionieri. Il processo negoziale nel suo complesso è stato al centro di una riunione dei vertici di Kiev, di cui ha dato conto lo stesso Zelensky.

"Tra le questioni chiave c'è la prosecuzione dello scambio di prigionieri di guerra", ha detto il presidente ucraino, ricordando che nel terzo round di colloqui, lo scorso 23 luglio, le parti avevano concordato il numero di 1.200 persone. In questo momento si sta lavorando per comporre le liste dei nominativi e nel frattempo si discute "della preparazione di un nuovo incontro" con gli emissari di Vladimir Putin, ha reso noto ancora Zelensky.

Anche nei precedenti incontri in Turchia, il 16 maggio ed il 2 giugno, erano stati concordati i primi scambi di prigionieri. Sul cuore della trattativa per un cessate il fuoco, invece, le posizioni sono rimaste distanti, soprattutto perché Mosca non vuole una tregua temporanea ma soltanto un accordo per la fine del conflitto che tenga conto delle sue "cause profonde": vale a dire, accettare lo status quo delle quattro regioni ucraine occupate, oltre alla Crimea. Dell'intransigenza del Cremlino si è accorto da tempo anche Donald Trump, che si appresta a sanzionare la Russia quando scadrà il suo ultimatum, l'8 agosto.