Non c'è modo di darsi pace per i genitori di Simona Cinà, la ragazza siciliana di 21 anni morta durante una festa di laurea in una villa con piscina a Bagheria - in provincia di Palermo - nella notte tra il 1º e il 2 agosto. "Voglio sapere solo perché, come è morta mia figlia, cosa le è successo", è il grido di dolore della mamma della studentessa e pallavolista. Al quale si unisce quello del papà: "Vogliamo chiarezza sulla fine di nostra figlia", si è sfogato l'uomo aggiungendo un dettaglio sul quale la procura di Palermo sta indagando. E cioè l'accurata opera di pulizia della casa e della piscina che è stata fatta prima della chiamata al 118, avvenuta tra le 4.10 e le 4.13, e del conseguente arrivo dei soccorsi. "C'erano solo bottiglie d'acqua, la piscina era pulita, noi abbiamo chiamato per avere notizie su mia figlia alle 4.45 perché prima non sapevamo nulla. Dov'è finito l'alcool? Mia figlia era una sportiva, era un pesce in acqua. Vogliamo sapere cosa è successo". Anche il legale della famiglia vittima, Gabriele Giambrone, trova assurdo lo stato in cui è stato trovata la zona esterna della villa: "Non è normale che c'erano solo bottigliette d'acqua e la piscina era pulita".
Simona Cinà, "qualcosa non torna". I genitori chiedono verità sulla morte della figlia
Non c'è modo di darsi pace per i genitori di Simona Cinà, la ragazza siciliana di 21 anni morta durante una festa di laurea in ...










