Cosa diranno ora gli ambientalisti ideologici e fanatici che ogni anno, appena arriva il caldo estivo, ci ripropongono la narrazione che sono riusciti a imporre come “scientifica”, e quindi a loro dire indubitabile, e cioè che l’uomo sia la causa di un “cambiamento climatico” che avrebbe causato un “surriscaldamento globale” che in pochi anni ci condurrà alla catastrofe finale?
Cosa diranno ora che Bjorn Lomborg, l’ambientalista danese da sempre scettico verso il catastrofismo ambientale, ha riportato su x una tabella che mostra in modo inequivocabile come il primo semestre del 2025 sia stato quello con il minor numero di morti legati a eventi climatici estremi che la storia degli ultimi decenni ricordi? La domanda è retorica perché, quasi sicuramente, faranno finta di nulla e continueranno imperterriti a ritenere vera la loro posizione. Il che, dopo tutto, non sarebbe nemmeno un male: il consesso umano si segnala e prospera proprio per la pluralità delle opinioni che gli è proprio e che tutte hanno diritto ad esprimersi e confrontarsi nell’agone pubblico, fossero pure le più false e bizzarre (eliminare per legge le fake news è proposito illiberale e controproducente che può essere proposto solo da menti irriflessive).







