«Avete bisogno di consulenti per la moralità e la legalità? I 5 Stelle si possono proporre anche sull’altro fronte...». Provoca un po’, Francesco Magnani, commentando a L’aria che tira su La7 la telenovela Ricci-Pd-M5s, con il candidato governatore (indagato) confermato solo dopo il semaforo verde di Conte.

In studio c’è Simone Leoni, leader di Forza Italia Giovani, che sulla questione dimostra di avere le idee molto chiare: «La vera novità oggi è che insieme al primo grado, al secondo grado e al terzo grado c’è un nuovo grado di giudizio che è il tribunale del Movimento 5 Stelle».

«Sono lontanissimo dal Pd - premette Leoni -, siamo avversari però riconosco al Pd di avere una importante eredità e tradizione politica e sinceramente provo tenerezza per gli avversari del Partito democratico che da eredi di questa grande tradizione si ritrovano sottomessi a farsi vidimare i propri candidati da Giuseppe Conte. Penso che questo renda l’idea di quanto ormai la coalizione di sinistra, perché il centro non esiste, sia ostaggio delle folli idee giustizialiste del Movimento 5 Stelle che è passato dall’agitare le manette ad agitarle solo per gli avversari. I loro sono innocenti mentre l'avversario sono da colpire sfruttando l’arma giudiziaria. Peraltro tutte le ultime vicende politiche lo dimostrano: su Sala chiedono le dimissioni, sui candidati presidenti che gli fanno comodo non le chiedono. Ecco, caro Movimento 5 Stelle in una democrazia e un uno stato di diritto non funziona così: chi è colpevole e chi no lo decidono i tribunali, non voi».