A un certo punto, Francesco Magnani allarga le braccia e tenta di frenare Licia Ronzulli: «Lei oggi è incontenibile». Effettivamente, la vice-presidente del Senato è, per dirla in gergo sportivo, on fire. In una mattinata particolarmente movimentata in studio a L’aria che tira Estate, su La7, da un lato c’è l’onorevole di Forza Italia e dall’altro il giornalista del Fatto Quotidiano Giacomo Salvini e, in collegamento, Paolo Romano, consigliere regionale del Pd in Lombardia. E per entrambi non c’è letteralmente scampo.
«Ho letto una ricostruzione strumentale e oserei dire meschina - parte in quarto la Ronzulli -. Il Fatto parlava di “ministro respinto”. Lo trovo anti-italiano, che lo facciano i giornali... Che lo faccia la sinistra, Conte, che fa la propaganda... Ma che lo facciano i giornalisti... Qui non è stato mandato indietro un ministro, questa non è una situazione italiana. Se proprio dobbiamo dirlo, lo schiaffo l’ha preso l’Europa, non l’Italia. Non era una delegazione gestita dall’Italia e raccontare che un ministro è stato respinto è una bugia, una falsa verità». Il tema è lo stop imposto dalle autorità libiche guidate dal generale Haftar alla missione europea, che comprendeva il titolare del Viminale Piantedosi. «Io racconto i fatti, la cronaca, esattamente quello che dovrebbe fare lei Salvini», incalza ancora la forzista. «L’Europa era compatta, si muove con una voce sola e l’ambasciatore europeo dice che la delegazione (libica) non è quella che avremmo dovuto incontrare», perché non rappresentate di tutta la Libia. Replica Salvini: «La vicepresidente del Senato accusa me e il Fatto di essere anti-italiano. Credo che chi ci guarda pensa che sia molto più anti-italiano il governo che con un volo di Stato prende un torturatore di bambini e lo porta in Libia». Ronzulli sbuffa e riparte: «Cosa fa, si mette a fare propaganda come Conte? Si candida per la prossima volta?».






