La prima volta che è salito a bordo del Toti era il 1973: aveva 30 anni, la qualifica di Ufficiale in seconda ed era appena diventato papà del primo figlio. Nominato comandante l'anno dopo, Sirio Pianigiani è rimasto in servizio sul sottomarino altri due anni, con l’incarico di pattugliare il Mediterraneo per intercettare eventuali sommergibili nemici. «Non è mai successo e, per fortuna, non abbiamo mai dovuto lanciare un missile. Poi, nel 1976, sono passato ad altri incarichi: prima su un grande sommergibile di costruzione americana, poi - in superficie - su navi militari con missioni importanti come quelle nel Golfo Persico e in Somalia. Ma il primo amore non si scorda mai: ancora oggi rimango legatissimo al Toti», racconta l’ammiraglio Pianigiani, che si è congedato nel 2004 e, da allora, torna periodicamente a «salutare» il Toti al Museo Nazionale Scienza e della Tecnologia di Milano, dove proprio quest'estate sono ricominciate le visite guidate del sottomarino. In occasione del ventennale dell'epico, ultimo viaggio del sottomarino diretto a Milano, incontriamo l'ammiraglio Pianigiani per farci raccontare com’era la vita quotidiana a bordo.
Sirio Pianigiani, l'ultimo ammiraglio del mitico sottomarino Toti: «Dormivamo in 28 su 14 brande calde, un solo bagno per tutto l'equipaggio»
A vent'anni dall'arrivo del sottomarino al Museo Scienza e Tecnologia di Milano, il racconto della vita quotidiana in missione: «Cuoco e infermiere fungevano anche da timonieri. Solo gli idrofonisti avevano diritto a 8 ore di sonno»









