Ministro Matteo Piantedosi, qual è il suo giudizio rispetto alla sentenza della Corte di giustizia europea sul protocollo riguardo i Paesi sicuri?

«E' una sentenza, che a mio giudizio, conferma quanto autorevolmente sostenuto dall’Economist non più tardi di un paio di settimane fa: il sistema dell’asilo fondato sulla Convezione delle Nazioni Unite del 1951 non regge più. Credo che lo pensino anche importanti rappresentanti dell’Organizzazione delle stesse Nazioni Unite per i diritti dei rifugiati. E' un sistema superato perché quel quadro normativo internazionale che nacque in Europa per proteggere chi fuggiva dalle persecuzioni e dal terrore staliniano, adesso in tutto il mondo viene strumentalmente utilizzato per “emigrare” in modo permanente. E, per citare quanto detto dall’Economist, oggi “poiché è quasi impossibile per un cittadino di un Paese povero trasferirsi legalmente in uno ricco, molti lo fanno senza permesso. E negli ultimi due decenni molti hanno scoperto che l’asilo forniva una via d’uscita”. E sempre per citare l’Economist: “Gli elettori hanno ragione a pensare che il sistema sia stato manipolato”. Se tutto ciò è vero, come credo, la sentenza della Corte di Giustizia europea non fa altro che accentuare questa anomalia».