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2 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 20:44

“Quando lo strumento domina sull’uomo, l’uomo diventa uno strumento: sì, strumento di mercato, merce a sua volta. Solo relazioni sincere e legami stabili fanno crescere storie di vita buona”. È il monito che Leone XIV ha rivolto al milione di giovani arrivati a Roma da tutto il mondo per vivere il proprio Giubileo. Prevost, al suo debutto con la cosiddetta “generazione Wojtyla”, il Papa che inventò le Giornate mondiali della gioventù, ha risposto a tre domande rivoltegli da altrettanti rappresentanti dei giovani di tutto il pianeta. Un dialogo avvenuto durante la veglia del Giubileo dei giovani nella spianata di Tor Vergata, lo stesso luogo che, esattamente venticinque anni fa, ospitò l’indimenticabile Gmg del Grande Giubileo del 2000 con due milioni di ragazzi riuniti attorno a san Giovanni Paolo II. Leone XIV è arrivato in elicottero e ha fatto un lungo giro sulla papamobile per salutare tutti i giovani che trascorreranno la notte a Tor Vergata in attesa della messa domenicale, sempre con il Papa, che concluderà l’evento principale dell’Anno Santo.

Prevost, primo Pontefice a usare lo smartphone e i social, ha sottolineato che “tra le molte connessioni culturali che caratterizzano la nostra vita, internet e i media sono diventati una straordinaria opportunità di dialogo, incontro e scambio tra le persone, oltre che di accesso all’informazione e alla conoscenza. Questi strumenti risultano però ambigui quando sono dominati da logiche commerciali e da interessi che spezzano le nostre relazioni in mille intermittenze. A proposito, Papa Francesco ricordava che talvolta i ‘meccanismi della comunicazione, della pubblicità e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati, dipendenti dal consumo’. Allora le nostre relazioni diventano confuse, sospese o instabili”.