Idue sottomarini nucleari messi in allerta da Donald Trump sono ora "più vicini alla Russia".

L'annuncio, dato dal presidente Usa in un'intervista a Newsmax, conferma l'impennata nelle tensioni tra Washington e Mosca, con l'inquilino della Casa Bianca che è tornato ad attaccare l'ex presidente russo Dmitry Medvedev definendolo un "insolente". E intanto si avvicina la scadenza dell'ultimatum, l'8 agosto, dato dallo stesso Trump a Vladimir Putin per mettere fine ai combattimenti in Ucraina, pena l'imposizione di sanzioni americane. Anche se il presidente russo, ha ammesso il tycoon, "è un osso duro" e "se la cava bene con le sanzioni, sa come evitarle".

Mentre il Cremlino mantiene il silenzio, da Mosca hanno reagito solo un paio di deputati, che hanno minimizzato le conseguenze della decisione di Trump "Questo non rappresenta una minaccia per la sicurezza russa", ha dichiarato uno di loro, l'ex generale Leonid Ivlev. La Russia, gli ha fato eco un altro parlamentare, Viktor Vodolatsky, "dispone di sottomarini nucleari molto più numerosi e meglio equipaggiati negli oceani rispetto a quelli statunitensi". In realtà, secondo dati risalenti al 2021 dell'International Institute for Strategic Studies, la Russia non ne aveva più di 29, contro i 68 degli Stati Uniti, anche se sta lavorando alacremente al potenziamento della sua flotta. A sottolinearlo è stato lo stesso Putin il 24 luglio scorso, alla cerimonia dell'alzabandiera sull'ultimo sommergibile varato, il Principe Pozharsky, della classe Borey-A, destinata insieme alla classe Borey a sostituire le vecchie unità dell'era sovietica.