Fischi, accuse e insulti a Ignazio La Russa. Non appena Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della Strage di Bologna, nomina dal palco il presidente del Senato ed esponente di Fratelli d'Italia dalla piazza in cui si celebra il 45esimo anniversario della carneficina del 2 agosto 1980 (85 morti e 200 feriti) si scatena la contestazione.

Bolognesi, che oggi lascerà il suo incarico, ha ricordato come La Russa: nel 2007, quando era senatore, "presenziò ai funerali del terrorista Nico Azzi che il 7 aprile 1973 tentò una strage sul treno Torino-Roma e fornì le bombe a mano che cinque giorni dopo due missini usarono per uccidere il poliziotto Antonio Marino durante un corteo del Msi a Milano". E giù fischi dalla platea. "Ecco, mi avete fatto perdere il segno", ha quindi scherzato Bolognesi, sempre molto critico con i governi di centrodestra, fin dai tempi di Silvio Berlusconi premier, ma ancora più agguerrito da quando a Palazzo Chigi è arrivata Giorgia Meloni, chiamata a rispondere anche del passato del Movimento sociale.

Li cita uno per uno gli esponenti dell'Msi coinvolti nelle stragi di matrice fascista compiute in Italia tra gli anni '70 e '80, Bolognesi. "Sappiamo bene che gli amici degli stragisti non si collocano solo a destra, perché il partito dei nemici della verità è trasversale, così come era trasversale la famigerata loggia massonica P2. È però un fatto che tutti gli stragisti italiani passarono dal Movimento Sociale Italiano, partito costituito nel 1946 da esponenti della Repubblica sociale italiana" scandisce Bolognesi, citando Mario Tedeschi, Carlo Maria Maggi, Paolo Signorelli, Carlo Cicuttini, Giuseppe Dimitri. "Paolo Bellini ha affermato in aula a Bologna, senza mai essere smentito, che dal 1972 era infiltrato in Avanguardia Nazionale per conto di Almirante'. Insieme a lui le carte del processo hanno individuato Mario Tedeschi, senatore del Msi come uno dei depistatori/mandanti dell'eccidio alla stazione". Quindi, citando La Russa, ha parlato di "radici che non gelano. E con queste ci si deve fare i conti". Chiama infine in causa le chat tra "l'onorevole Paola Frassinetti (ora sottosegretario all'Istruzione, ndr) e il ministro all'agricoltura Francesco Lollobrigida, in cui riferendosi al processo relativo al 2 agosto, parlano di 'sentenza sbagliata' e il ministro Lollobrigida invita a tenere un basso profilo sulla strage alla stazione, cosicché una volta al Governo avrebbero potuto provvedere a diffondere la 'verità con la V maiuscola'. In effetti, bisogna riconoscere che certi personaggi hanno un solo modo per uscire bene da questa triste vicenda: non parlarne, fare finta di niente, sperare che ci si dimentichi".