Com’è e come non è, di riffa o di raffa, Matteo Renzi si conferma tra i protagonisti assoluti della nostra estate politica. Guardate: anche quest’anno c’è tutto un chiacchiericcio, un retroscena. A me hanno detto che, io so che, pure a me risulta che Renzi si stia dando proprio un gran da fare. Per cosa? Diciamo che gli è stata affidata la direzione lavori per costruire un nuovo “centro” che guardi a sinistra. Intendiamoci: non è solo. Perché poi c’è Dario Franceschini che architetta e controlla, suggerisce, incontra e indirizza. Ma Franceschini, al solito, opera nell’ombra, anzi proprio nella penombra dell’officina che ha trasformato in ufficio, sotto casa, nel quartiere romano dell’Esquilino. Renzi, invece, è lì che gira e inciucia e racconta di voler costruire un forte fronte riformista, con un occhio alle esigenze del mondo cattolico e a quello delle imprese, attento a contrastare certe campagne destrorse del governo, e però pure poco incline a seguire le note derive sinistre sui diritti civili.
È ancora un’estate a tutto Renzi, con la suggestione Silvia Salis (giovane e di successo, come fu lui)
Nella neosindaca di Genova rivede il sé stesso degli inizi. In più è donna, e servirà una donna di grande impatto per riuscire a battere alle urne Giorgia Meloni. Intanto si sposta tra Tv e feste dell’Unità






