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Con due ordini esecutivi firmati nella notte, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha imposto un aumento dei dazi sulle importazioni di merci provenienti da circa 70 paesi. Dei nuovi dazi sarebbero dovuti entrare in vigore alla mezzanotte statunitense di venerdì 1º agosto (le 6 di mattina in Italia), ma la scadenza è stata rinviata di una settimana, al 7 agosto. Fanno eccezione solo i dazi contro il Canada, uno dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, che sono stati aumentati dal 25 al 35 per cento e sono già in vigore.
È una nuova e inattesa svolta nella guerra commerciale che Trump ha iniziato lo scorso aprile, quando impose dazi altissimi sulla maggior parte dei paesi, causando enorme confusione e facendo crollare i mercati finanziari. Quei dazi sono poi stati sospesi (con varie proroghe e modifiche sulle scadenze), per spingere i vari paesi a negoziare con gli Stati Uniti e ottenere condizioni migliori.
I nuovi dazi saranno di base del 10 per cento per i paesi con cui gli Stati Uniti hanno un surplus commerciale (cioè quei paesi in cui esportano più di quanto importano). Per gli altri, invece, l’aliquota varierà dal 15 al 50 per cento. Tra i paesi a cui saranno imposti i dazi maggiori ci sono la Svizzera (al 39 per cento), Laos, Myanmar (al 40 per cento), la Siria (al 41 per cento), e il Brasile (al 50 per cento).











