Darwin alla sbarra

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I cadaveri caricati sull’autobus numero 37 per consentire alle ambulanze di occuparsi soltanto dei tanti feriti. Nel riquadro Agide Melloni

Bologna, 2 agosto 2025 – “Mi ricordo tutto, il dolore e la tragedia non si cancellano. Ma ho due immagini che mi sono rimaste impresse. La prima, le ali di persone ai lati delle strade mentre guidavo il bus numero 37: abbassavano la testa in segno di rispetto o facevano un ultimo gesto di saluto, consapevoli del carico di cadaveri a bordo. La seconda: quel ragazzo, all’ingresso della camera mortuaria, rannicchiato sotto un albero con la testa fra le mani. Solo pochi mesi fa ho scoperto chi fosse. Si trattava di Giuseppe Seminara, che perse il fratello Salvatore nell’esplosione. Lui si salvò solo perché il treno su cui viaggiava arrivò in ritardo”. Ore 10.25, 2 agosto 1980: quando esplode la bomba alla stazione di Bologna, Agide Melloni, autista dell’Atc, sente il boato da piazza dell’Unità. Una volta sul posto, si mette alla guida del bus 37 che trasporta i corpi straziati dall’esplosione. Oggi, Melloni commemorerà quelle 85 vittime (e oltre 200 feriti), insieme a migliaia di bolognesi, nel tradizionale corteo che attraverserà il centro. Per il governo, ci sarà la ministra Anna Maria Bernini.