Le tribù dei fan oggi si incontrano sui social: qui nasce la seconda vita di film e serie tv

di Giuliano Aluffi

Oggi, quando finisce la puntata di una serie tv, lo sfondo nero dopo i titoli di coda non è un epilogo, ma solo l’inizio di un universo espanso: un big bang di microcosmi intrecciati dove i nuovi cinefili digitali creano cultura invece di limitarsi a fruirla, esprimono la loro personalità e intessono relazioni diventando nodi viventi di un’opera aperta. La visione diventa così solo il primo atto, seguito da una sequenza di attività online: reazione, partecipazione, conversazione e creazione. Guardare un contenuto video è ormai l’accesso a un ecosistema mediatico dove lo spettatore diventa co-autore, critico, archivista e performer. È il mondo dei nuovi fandom digitali: non più semplici gruppi di appassionati, ma comunità globali, affettive e transmediali, che saltano da un social all’altro. Tribù animatissime che non si radunano più attorno al fuoco, ma si incontrano nelle discussioni su Reddit, nei caroselli di Instagram, nei balletti di TikTok.

Lo spiega nel saggio Digital film and television culture: from Hollywood to social media (Routledge) la studiosa danese Helle Kannik Haastrup, docente al dipartimento di Linguistica dell’Università di Copenhagen. «Nella cultura televisiva tradizionale lo spettatore era un destinatario passivo dei messaggi mainstream. Oggi, nella cultura digitale dello streaming, lo spettatore è un partecipante attivo nella produzione di significati e simboli. È parte integrante di quello che la massmediologa Laurena Bernabo chiama un forum culturale espanso», dice Haastrup.