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Leader e governi intensificano sforzi diplomatici e operazioni di soccorso per affrontare la crisi umanitaria. Al via la missione di Witkoff
In un contesto segnato da un’escalation continua e una crisi umanitaria senza precedenti, le iniziative internazionali cercano di garantire soccorso e pressione diplomatica, ma il cessate-il-fuoco resta ancora un obiettivo lontano. Durante il vertice a Istanbul con il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e il premier libico Abdelhamid Dbeibah, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha sottolineato la responsabilità della comunità internazionale nell’imporre una tregua immediata a Gaza e nel garantire un rapido invio di aiuti umanitari. Erdogan ha ribadito che una soluzione duratura al conflitto potrà essere raggiunta solo attraverso la creazione di uno Stato palestinese sovrano, con confini basati sul 1967 e Gerusalemme Est come capitale.
Anche la Francia sta intensificando i propri sforzi per rispondere alla crisi umanitaria nella Striscia. Il ministero degli Esteri francese ha reso noto che, in collaborazione con la Giordania, è stato effettuato il primo lancio aereo di aiuti alimentari non deperibili a Gaza. Il carico, trasportato da un C-130J dello squadrone franco-tedesco, è stato paracadutato in pacchi contenenti diverse tonnellate di generi alimentari. Parigi, però, ha precisato che queste operazioni non possono sostituire un aumento significativo del volume di aiuti, possibile solo con l’apertura dei valichi terrestri da parte di Israele. Il Quai d'Orsay ha ribadito l'urgenza di un cessate-il-fuoco e l’accesso senza ostacoli degli aiuti via terra.






