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Il 27 luglio nella città di Győr, in Ungheria, sono iniziati i campionati europei di volley paralimpico maschile e femminile, conosciuto come sitting volley. Termineranno il 2 agosto, quando ci saranno le finali. È probabile che una delle nazionali maschili che si qualificheranno per la finale sarà quella della Bosnia Erzegovina, che è campione uscente ed è una delle favorite per la vittoria. Da quando è iniziato il torneo, la Bosnia Erzegovina ha vinto tutte le partite, senza perdere nemmeno un set: venerdì alle 18:30 gioca la semifinale contro la Serbia.
Da decenni la nazionale bosniaca è una delle più forti del mondo – è terza nel ranking mondiale, dietro a Iran ed Egitto, paesi molto più grandi della Bosnia Erzegovina – e di gran lunga la più forte tra quelle europee. Dal 1996 ha vinto due ori paralimpici, quattro argenti e un bronzo, tre campionati del mondo e undici campionati europei (di cui nove consecutivi, dal 1999 al 2015). In tutto negli ultimi trent’anni i campionati europei sono stati quindici: la Bosnia Erzegovina, insomma, ha vinto quasi sempre.
È una cosa un po’ strana, dato che la Bosnia ha una popolazione piuttosto piccola (3,5 milioni di persone), risorse limitate e storicamente investe poco nello sport, sia in termini di sponsor sia di infrastrutture. A parte alcuni casi rarissimi, non ha mai ottenuto grandi risultati sportivi, nemmeno negli sport paralimpici. La nazionale maschile di pallavolo è un’enorme eccezione, insomma, e la ragione del suo successo ha molto a che vedere con la storia recente del paese.








