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La donna, di professione infermiera, ha ammesso le proprie responsabilità. I dubbi sul movente e l'ipotesi dell'avvelenamento
Articolo in aggiornamento
"Sono stata io e so che ciò che ho fatto è mostruoso". È quanto ha detto Lorena Venier, 61 anni, ammettendo davanti al sostituto procuratore di Udine, Giorgio Milillo, di aver ucciso il figlio Alessandro, di 35 anni. Come conferma il suo legale, l'avvocato Giovanni De Nardo, la donna avrebbe reso "piena confessione" nel corso dell'interrogatorio di questa mattina. "La mia assistita ha risposto a tutte le domande del sostituto procuratore che l'ha interrogata. - ha puntualizzato De Nardo - Come si può immaginare, era visibilmente scossa per la crudeltà della sua azione e per la contrarietà a qualsiasi regola naturale del suo gesto". Secondo l'accusa, la sessantunenne avrebbe agito assieme alla compagna della vittima, Marilyn Castro Monsalvo, 30 anni, di origini colombiane ma residente a Gemona, il piccolo comune friulano dove si è consumato l'efferato delitto.






