In quest’epoca di incertezza per tutta l’industria, un’azienda che chiude un semestre con un segno positivo è rara, ma una in grado di farlo in aumento di due cifre è quasi un miraggio. Eppure, è +10,5% la percentuale di crescita registrata nella prima metà dell’anno da Santoni, l’azienda di calzature di Corridonia, nel cuore del distretto delle Marche: un traguardo importante nell’anno del suo cinquantenario, che prevede di chiudere a 133 milioni, in aumento rispetto ai 120 del 2024.
Con un understatement che lo porta a minimizzare, pur non celando la soddisfazione, il presidente esecutivo Giuseppe Santoni, figlio del fondatore dell’azienda, nota che «un fatturato può crescere del 10%, dell’8%, del 5%, ma si tratta di cifre scaturite da situazioni, contingenze di mercato. I nostri risultati, invece, vengono da lontano, da un lavoro che dura da 50 anni. Non abbiamo una formula magica, ma un preciso impegno: non prendere in giro i clienti, offrire loro un prodotto intelligente con un prezzo intelligente, con una manifattura intelligente, direi anche una qualità intelligente. Con questi valori esprimiamo in fin dei conti anche il rispetto per il cliente, che sente di dover pagare non per il brand, ma per il prodotto».









