Qualcuno fermi Vincenzo De Luca. Nella sua personale estate rovente, il presidente della Regione Campania – fatto fuori dalla legge sul terzo mandato - ha trovato un nuovo bersaglio: Maria Rosaria Campitiello, dirigente del ministero della Salute e responsabile nazionale della prevenzione. In appena due giorni, De Luca l’ha attaccata due volte in pubblico, accusandola prima di incompetenza tecnica e poi di essere il frutto di una presunta parentopoli interna a Fratelli d’Italia. Un affondo che si consuma sullo sfondo di un sistema sanitario regionale disastrato, afflitto da problemi strutturali che difficilmente si risolvono con una conferenza stampa o un affondo polemico. L’ultimo attacco dello Sceriffo (assai poco gentleman) è arrivato ieri. «Sul West Nile non c'è emergenza, ma la cosa che deve invece farci preoccupare è che noi abbiamo come interlocutore nazionale di fronte a una possibile epidemia la professoressa Campitiello, totalmente inadeguata e impreparata per un ruolo così importante, assunta per ragioni di clientelismo politico, per via di parentele».
Il giorno prima, in occasione di una presentazione scientifica all’Università Vanvitelli, De Luca aveva già attaccato la professionista, accusando il governo nazionale di «ricattare» la Campania, impedendole di uscire dal piano di rientro sanitario. Un’accusa che la Campitiello, presente in sala, aveva rigettato con una risposta misurata e decisa: «Con simpatia ascolto i suoi show, se il presidente ritiene che sia un ricatto politico del governo lo invito a denunciare. Se la Campania può uscire dal piano di rientro, lo dimostrerà il 4 agosto, altrimenti dovremmo aspettare un po’ di tempo». E, di fronte alle rimostranze del governatore Pd, lei non si è lasciata intimidire: «Io sto sul piano tecnico, in ogni caso il 4 agosto vedremo».







