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Ultimo aggiornamento: 8:01
La famiglia Elkann-Agnelli ha ricavato ben 5,5 miliardi dalla completa cessione del gruppo Iveco. Sono tutti soldi che finiscono all’estero, perché la finanziaria di famiglia Exor, che incassa tutto, ha sede legale e fiscale in Olanda dal 2016. È questo l’ultimo (per ora) affare della famiglia Agnelli a danno del paese.
Il gruppo industriale Iveco era nato negli anni 70, quando la Fiat era ancora una potenza industriale, prima che la proprietà decidesse di passare alla finanza, continuando a fingere altro grazie al controllo e alla complicità dei media e del sistema politico. Così un poco alla volta tutto quello che era un patrimonio del paese è stato ceduto a multinazionali estere, che avevano tutto l’interesse ad acquisire brevetti e tecnologia e a trasferire e chiudere le attività. La produzione del treno Pendolino, quella dei grandi macchinari industriali, la componentistica, l’elettronica le telecomunicazioni sono state vendute e poi sempre più ridimensionate.
Parallelamente allo smantellamento dell’IRI c’è stato quello del gruppo Fiat, sostenuti con le stesse argomentazioni: si doveva adeguare al mercato, alla modernità e al progresso. Il tutto con le stesse conseguenze: il degrado e lo smantellamento del sistema industriale del paese. Solo una era la differenza: mentre le perdite erano di tutti, la famiglia Agnelli maturava sempre nuovi guadagni. Nell’epoca della flessibilità, la rigidità dei profitti di casa Agnelli è sempre stata la costante.









