È davvero l’estate del cinema australiano: dopo i buoni esiti di “Shayda” di Noora Niasari e “You’ll Never Find Me” di Josiah Allen e Indianna Bell, usciti entrambi nel mese di luglio, questa settimana è il turno di “Bring Her Back”, nuovo film di Danny e Michael Philippou.
Nati nel 1992, i gemelli australiani si sono fatti conoscere nel mondo dei video di youtube e in quello dei cortometraggi (soprattutto di genere horror-comedy) prima di esordire nel lungo con “Talk to Me”, una pellicola sorprendente che (di)mostrava già il loro buon talento, nel 2022.
In “Bring Her Back” alzano l’asticella dell’ambizione, pur rimanendo fedeli a diversi spunti della loro opera prima, raccontando la storia di un fratello e di una sorella che scoprono un terrificante rituale nella casa isolata della loro nuova madre adottiva.
La trama di per sé non ha carte molto originali, ma l’andamento generale è coinvolgente e capace di inquietare in maniera profonda.
Giocando con l’horror famigliare, i fratelli Philippou puntano forte sui tratti perturbanti della vicenda, mostrando come gli aspetti più terrificanti che possiamo fronteggiare siano quelli che avvengono all’interno dei contesti famigliari e di quelli che, teoricamente, meglio conosciamo.







